Off-topics – italiani abroad (2° ed ultimo? episodio) – resoconto da San Francisco…

Idee e pensieri di Maurizio Conventi, un giovane ingegnere informatico freelance, ma soprattutto un professionista gira-mondo convinto.

Lascio la parola a Maurizio, amico mio e di http://www.gaia-matrix.com   alias   https://meetingdelleidee.wordpress.com

Sono sempre stato una persona tradizionalmente allergica alle novità – in passato quando mi trovavo in un posto nuovo avevo la stravagante sensazione di voler scappare.

Adesso mia madre… non mi riconosce più !

“Ma come, proprio tu che quando arrivavano delle persone in casa che disturbavano le tue abitudini ti stranivi e non dormivi la notte ?! E invece ora – come se nulla fosse – ogni tre mesi lasci tutto e cambi casa, città, nazione, continente ?!”.

Effettivamente è strano pensare come siano cambiate parecchie cose (…tralasciando il fatto che sono cresciuto almeno un po’…) – fermo restando che comunque uno bizzarro senso di malessere arriva qualche giorno dopo il mio arrivo in un nuovo Paese… …e se ne va sempre dopo un mese, sistematicamente: arriva puntuale e se ne va puntuale, regolare come una delle poche abitudini che mi sono rimaste.

Parlavo qualche giorno fa con un amico (anche lui viaggia spesso): sosteneva che bisognerebbe vivere sempre in uno stato di “non-confort” – è strano da dire, ma quando in un posto si creano delle abitudini, significa che bisogna cambiare.

Alla fine il malessere ci consente di imparare, di crescere e ci permette di vivere qualunque difficoltà più serenamente; quando ci si ambienta in un nuovo posto, passato quel famigerato mese, è tutto bellissimo: ci si sente bene, sembra di essersi un tantino rinnovati – senza considerare il fatto che più si cambia, più ci si sente a proprio agio ovunque. Londra, San Francisco, Milano, Canacona, Delhi…per me sono tutti posti familiari, ora. Adesso vivo così, cambiando frequentemente nazione o addirittura continente (sto scrivendo questo Post per http://www.gaia-matrix.com alias https://meetingdelleidee.wordpress.com in un bar a San Francisco).

Alcuni a volte mi viene chiesto: “Ma tu sei ricco ?”.

No, non sono ricco, quando mi sposto continuo a lavorare – è il bello del freelance; sono un ingegnere informatico, convinto del fatto che l’informatica possa offrire l’opportunità più bella del mondo, ovvero quella di poter esercitare il proprio mestiere da qualunque posto, senza vincoli geografici.

Quando qualche anno fa ho iniziato a lavorare, i miei datori di lavoro mi volevano lì alla scrivania, mi volevano vedere, dovevo per forza riscaldare la sedia. Eppure non dovevo necessariamente collaborare  così tanto con i colleghi – spesso passavo le giornate da solo davanti ad un computer.

E’ così che è iniziata la mia battaglia per la libertà…

In pochi riescono a capire l’utilità ed i benefici di un dipendente in grado di lavorare da remoto; in realtà li conoscono, nonostante ciò rimane il fatto che il “telelavoro” risulta troppo difficile da mettere in pratica.

Mi ricordo il discorso del manager italiano di una grande multinazionale informatica, che ad un evento affermò: “Noi ci prodighiamo per offrire un ambiente di lavoro bla bla blatelelavorobla bla… soprattutto per le donne… bla bla bla…”.

Alla domanda: “…quindi i vostri dipendenti possono lavorare da casa ?” la risposta fu: “Sì, circa un giorno al mese …ma stiamo mettendo a disposizione anche un asilo nido per le mamme !”.

Vabbè…lasciamo stare…

Mi sono dato da fare per trovare delle opportunità e sono stato fortunato: ora lavoro completamente da remoto e questo mi permette di viaggiare molto; magari non riuscirò a diventare dirigente d’azienda, ma sinceramente io preferisco la mia libertà – il tempo che guadagno è la vera ricchezza per me !

Non è tutto semplice, ovviamente: bisogna per prima cosa dimostrare di riuscire lavorare da remoto e garantire che l’attività venga svolta bene e nei tempi giusti – inoltre la vita da freelance ti porta ovviamente anche a doverti trovare i clienti e a fare marketing di se stessi.

Inoltre non hai garanzie: alcuni mesi lavorerai di più, altri di meno – in certi giorni hai il morale completamente a terra perché pensi di non farcela; alla fine sei sempre un imprenditore – non hai dipendenti e magari non hai prestiti bancari da onorare – ed è comunque molto diverso rispetto ad essere un dipendente a tempo indeterminato.

…però non soffro più del “malessere del lunedì”, ovvero quel disturbo che inizia a prenderti domenica sera, quando ti rendi conto che il giorno dopo dovrai andare a lavorare…!

Al momento mi piace molto quello che faccio, anche se ricavo un po’ meno di quello che potrei guadagnare (…qui a San Francisco ci sono stipendi spaventosi…), però mi piace e come si dice “…finché dura, fa verdura…”.

Maurizio è un ingegnere informatico appassionato di viaggi, startup e web. Nel suo blog (http://www.maurizioconventi.com) scrive di tecnologie web. Ha fondato anche un blog in Italiano per parlare di Nuovi Riferimenti (http://nuoviriferimenti.it). Seguite Maurizio su Twitter: @mconventi

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