Italia: coraggio !

Sono proprio stufo, stufo marcio.

Non ne posso più di sentire manager preparati ed esperti, imprenditori collaudati, autorevoli direttori di banca – insomma, la nostra classe dirigente – sospirare, volgere gli occhi al cielo e buttare lì a mezza bocca: “…magari ne riparliamo più avanti…  …oggi c’è la crisi…”.

La frase tra virgolette, espressa in termini sempre diversi, ma costantemente con lo stesso esito, è diventata la risposta standard (“di default” come dicono gli informatici) a qualsiasi proposta ed iniziativa.

Ce ne rendiamo conto ? Questo assopimento, questo scazzo-cosmico in via di incancrenimento, ormai da tempo si è trasformato da effetto collaterale della crisi a sua principale causa ed alimentazione.

Cos’è questa crisi ? Una malattia incurabile ?

Che ci piaccia o no, la vera crisi è dentro di noi !!!

Finché continueremo a piangerci addosso ed a deprimerci professionalmente, la crisi rimarrà nostra compagna di tutti i giorni; ormai alla crisi ci siamo dolcemente assuefatti, come ci si abitua alla pioggerella autunnale – “Prima o poi cesserà…”.

Cosa ne dite di rimboccarci le maniche e provare a fare qualcosa ? Sarebbe anche ora di smettere di subire passivamente, no ?

Noi italiani siamo bravi e siamo creativi (intendo dire fantasiosi, pieni di idee e di voglia di fare).

Non solo siamo bravi, siamo anche capaci di farci apprezzare – tutto il mondo infatti conosce ed acclama il nostro amato “Italian Lifestyle”. Abbiamo fatto cose veramente molto importanti: Meucci (…anche se gli americani non sono del tutto d’accordo…) ha inventato il telefono, Marconi ha costruito la prima radio, Volta è l’artefice della pila elettrica, lo scooter è un’idea di Corradino d’Ascanio, il grande ingegnere della Piaggio; in tempi più recenti, Sentinelli ha concepito la scheda telefonica ricaricabile e l’MP3 si deve a Chiariglione. E potrei andare ancora avanti per ore, citando i nostri abili stilisti, artigiani, pensatori, sportivi e chi più ne ha, più ne metta.

Cosa possiamo fare ? Cosa dobbiamo fare ?

Quando le cose non vanno bene e le idee sono poco chiare, l’unica vera, autentica soluzione è tornare ai fondamentali: semplificare le cose, concentrarsi e fare ciò che si sa fare bene – senza pericolose distrazioni.
Il resto è tutta fuffa, perdita di tempo e chiacchiere da bar post-partita.

Il Made-in-Italy è l’ancora di salvezza di questo nostro grande e variegato Paese, in un momento in cui identità e valori sono veramente in basso.
La maniera più rapida, concreta ed alla portata di tutti per uscire una volta per tutte da questo tristissimo periodo ? Rivalutare e promuovere ciò che già in passato ha reso grande ed apprezzata la nostra Nazione, cioè la capacità (con le limitate risorse interne disponibili) di ideare e proporre prodotti e servizi unici – e come tali inestimabili (magari proviamo a realizzarli in Italia, ma esclusivamente in quei casi in cui siamo competitivi rispetto alle nazioni caratterizzate da manodopera a basso costo).

Ma prima di fare tutto ciò, fermiamoci un secondo e convinciamoci che l’unico vero antidoto alla crisi è il coraggio.

Italia: coraggio !

 

Andy Cavallini (andy.cavallini@tin.it)

PS: se ciò che dico vi convince, diffondete questo Post, mandatelo via email, inseritelo su Facebook, sul vs. blog, stampatelo ed appendetelo in bacheca – insomma, parlatene !

Il coraggio si acquisisce soprattutto con la consapevolezza !

3 risposte a “Italia: coraggio !

  1. Buongiorno Andy,
    articolo interessante come sempre, vorrei porre alcune riflessioni..
    Partirò dalla fine: tu mi parli di Made in Italy..giustissimo e bellissimo..ma il vero made in italy è stato ucciso da quei marchi che oggi lo sbandierano tanto nel mondo.
    Poi una domanda “polemica”:
    è made in italy se fatto da mani italiane oppure basta che sia realizzato su suolo italiano?
    La crisi la battiamo con la creatività, con il coraggio..ma il tessuto industriale italiano è composto da piccole e micro aziende e queste nel momento di riscossione del credito..soffrono soffrono..in compenso lo stato è puntuale nel richiedere iva e tax.
    Tutte queste “frottole” x dire che se da una parte Noi aziende dobbiamo essere creativi, innovare ed essere proattivi con il mercato..beh dall’altra sempre Noi aziende soffriamo alcuni “cancri strutturali “che questo paese (con la lettera minuscola di proposito) si porta dietro..o questi malacci verranno estirpati o allora creatività ed innovazione serviranno a pochi.
    Ale

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