Digest dei feedback per “Sulla pericolosa divergenza nell’utilizzo dei Social Media in Italia: Consumatori vs. Aziende…”

Eccovi il ‘digest’ dei vostri interessanti commenti al mio PostLa vs. opinione sulla pericolosa divergenza nell’utilizzo dei Social Media in Italia: Consumatori vs. Aziende“ pubblicato su alcuni gruppi di LinkeIn e sul mio blog (https://meetingdelleidee.wordpress.com/ alias http://www.gaia-matrix.com).

[Il Post si trova all’indirizzo: https://meetingdelleidee.wordpress.com/2011/02/20/sulla-pericolosa-divergenza-nell%e2%80%99utilizzo-dei-social-media-in-italia-consumatori-vs-aziende/]

Per forza di cose non posso citarvi in-toto, ma vorrei ringraziare tutti per i feedback; continuate a seguire il mio blog e a darmi spunti così stimolanti. In particolare modo ringrazio Cristiano N., che mi fornisce una lusinghiera conferma che tutto sommato il CAVALLINI-PENSIERO (quello che in sintesi dice che in Italia le Aziende sono poco propense ad utilizzare i Social Media, mentre i Consumatori sono sempre più propensi ad utilizzarli) non è così strampalato: “Ero in Google la scorsa settimana e mi dicevano che siamo l’unico Paese al mondo dove sta accadendo [proprio] questo…”

Non so se è un primato di cui andare fieri, quello che ci riconosce Google…

Iniziamo con l’affrontare un tema piuttosto spinoso che emerge da qualche commento; a torto o a ragione (poco importa ai fini del ragionamento che segue), noi professionisti del Social Marketing e della Digital Reputation spesso consideriamo i nostri potenziali Clienti e Clienti – in pratica la classe dirigente delle aziende italiane – non all’altezza del proprio compito: “Le Aziende qui in Italia pagano principalmente il fatto di essere guidate da persone che o sono vecchie anagraficamente o sono vecchie spiritualmente.” (Mauro B.)

Questo nostro atteggiamento rischia di essere nocivo a quella che dovrebbe essere la benefica e costruttiva relazione professionale che si instaura tipicamente tra Cliente e Fornitore…  …e comunque, se noi abbiamo scarsa considerazione dei nostri Clienti, è difficile che i nostri Clienti abbiano una migliore considerazione di noi.

Quindi ?

Quindi se i nostri Clienti non ci “piacciono”, questo è un problema – un problema che ha solo tre soluzioni:

Soluzione 1: cambiano idea, magari contribuendo concretamente alla loro crescita

Soluzione 2: cambiamo Clienti (…più facile da dire che da fare…)

Soluzione 3: cambiamo mestiere (…!)

La Soluzione 1 mi sembra la più costruttiva: apriamo gli occhi degli imprenditori/manager “conservatori”; facciamo iniezioni di entusiasmo a quei dirigenti malati di “scazzo cosmico”, allarghiamo gli orizzonti di quei ‘Siori paroni’ che fanno del provincialismo la propria bandiera, e così via…

Io credo fermamente che le Aziende debbano far evolvere la propria mentalità, togliendo la testa da quella sabbia grigiastra con cui la recente crisi ci ha sepolto – fermo restando che, lo ha detto oggi Mario Draghi (Governatore della Banca d’Italia), è da ben 15 anni che in Italia siamo fermi al palo.

Evangelizziamo, fertilizziamo, coinvolgiamo, ecc.; sempre come dice Mauro B., i nostri interventi devono essere, anche e soprattutto, di tipo culturale, coinvolgendo enti locali, Camere di Commercio, Università, ecc.

Andrea T. pensa (e come dargli torto ?) che spesso le nostre Aziende sono un tantino ‘fiacche’: “Io credo che le aziende non investano sui Social Media perché nel loro intimo (e neanche tanto intimo) sanno che hanno poche cose da condividere, scarsi valori e contenuti [poco] rilevanti per le persone. Anzi è meglio che alcune aziende non si facciano proprio vedere; con certi brand non mi interessa avere un dialogo, se non riesco neanche a parlare con il loro Centro Servizi…”.

 Quindi ?

Quindi il Digital Reputation Management potrebbe essere la ‘leva’ per spingere le Aziende ad entrare in un benefico circolo virtuoso in cui ‘Fare’ e ‘Promuovere ciò che si fa (magari proprio sulla Rete)’ si rinforzano reciprocamente

Un’altra problematica ‘dura’ contro cui si va sempre a sbattere quando si parla ad un’Azienda di Digital Reputation Management è il ROI (Ritorno dell’Investimento).

Giovanna G. mi aiuta ad inquadrare in poche parole tutta la problematica: …oggi, in piena crisi economica (e per le aziende ancora non è chiaro se e quando si vedrà un’attenuazione) l’attenzione è sul tangibile e non sull’intangibile, sul prodotto e poco sulla conoscenza, sulla redditività e meno sull’investimento. Purtroppo alla fine sono i numeri che contano, ed immancabile si arriva alla domanda: “Sì, interessante, ci capisco poco, ma mi posso affidare a lei – ma mi può dimostrare come ci guadagno ?”
Il fatto poi che i Social Media siano un fenomeno ‘popolare’, ne rende meno credibile l’utilità alle aziende (detto da Lorenzo P.)

Massimo S. aggiunge: “…il problema è che il ROI di queste iniziative è intangibile o francamente molto difficilmente misurabile”, e Onofrio N. rincara la dose: il calcolo del ROI nei Social Media è molto ostico, ed il fatto che si tratta talvolta di un’analisi di natura qualitativa più che quantitativa, a maggior ragione spaventa. Sarebbe opportuno affiancare (a quelli qualitativi) nuovi metodi quantitativi in grado di supportare gli addetti ai lavori nel prendere decisioni importanti in merito all’investimento in Digital Reputation.

Quindi ?

Quindi chi di noi troverà il modo per aiutare le Aziende a tradurre concretamente e con numeri alla mano l’equazione ‘SOCIAL MEDIA = REDDITIVITA’ diventerà ricco ed autorevole…

Un’altra contraddittoria questione che emerge con forza dai commenti al mio Post è la seguente, chiaramente sintetizzata da  Luigi G.: …per molte Aziende, Facebook non è un opportunità strategica; lo è per le Aziende che devono creare, mantenere e/o sviluppare la propria brand-awareness, ma questa esigenza non è un valore per la maggior parte delle Aziende italiane che operano nel B2C.

Io non potrei essere più d’accordo, Facebook (…e gli altri Social Media…) non sono una panacea: il gioco può valere (e molto !) la candela per molte Aziende, ma non per tutte. Chi dice che il Digital Reputation Management va bene per tutti, inconsapevolmente dice che non va bene per nessuno – e, pericolosamente, lo squalifica.

Quindi ?

Quindi (come suggerisce Massimo P.) prima di dire ad un Amministratore Delegato che il Digital Reputation Management può curare in una settimana il cancro che affligge il suo Profitti-e-Perdite, sediamoci ed aspettiamo che ci passi.

Quello stesso Amministratore Delegato infatti ci potrebbe ribattere (come dice Gianni P.) che qualche anno fa tutti dovevamo spostare gli investimenti pubblicitari su Internet, “…e allora vai a spendere milionate di euro per avere milionate di CPC e CPM…”, poi siamo passati alla moda dei software di Email-marketing, “…e tutti a fare la propria DEM e a sparare milioni di email che vanno quasi tutte nello Spam…”, e così via…

Per le considerazioni finali, ci viene in soccorso Roberto G., che afferma con veemenza: dobbiamo investire sui Clienti…

…sforzandoci di parlare il loro linguaggio, facendo loro vedere le cose (demo/prototipi si chiamavano una volta) e condividendo delle Case-story

…lavorando sempre più non a “tariffe”, ma a risultati ed in condivisione/compartecipazione dei rischi (quando i progetti lo consentono) con il Cliente

…facendo rete noi stessi perché, a dispetto della cultura attuale ICT nella PMI, è ormai finita da tempo l’epoca del “faccio tutto io” ed occorre sempre più una forte multidisciplinarità – dalle tecnologie, all’organizzazione aziendale, alla gestione delle risorse umane (…fondamentale in un epoca di Social…), alla capacità di poter investire sui Clienti/Mercato, ecc

Ne aggiungo un paio tutte mie…

…leggendo e facendo circolare il mio EBOOK sul Digital Reputation Management (lo trovate all’indirizzo https://meetingdelleidee.wordpress.com/2011/01/12/9-ecco-lebook-sul-digital-reputation-management-caro-direttore-marketingvendite/), che vi potrà dare tanti spunti interessanti; inoltre, sempre su http://www.gaia-matrix.com/ troverete anche delle presentazioni da scaricare, oltre ai miei Post settimanali sulla Digital Reputation – e tante altre belle cose.

…condividendo questo Post con colleghi, amici, Clienti, ecc. – ancora meglio: se avete un vostro blog, non esitate a citarlo.

Bye,

Andy Cavallini (andy.cavallini@tin.it)

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...