La (non) Comunicazione/Collaborazione nell’Azienda Funzionale

La Comunicazione nell’Azienda Funzionale avviene in maniera “vincolata”, cioè sempre ed esclusivamente in verticale, all’interno di ciascuna Funzione. Prendiamo come esempio un caso concreto, tratto da un’esperienza reale.

Ricordo bene un volenteroso magazziniere (faceva capo alla Funzione Logistica, ovviamente), che aveva una proposta per…

…migliorare il lavoro del Magazzino. La sua idea è dovuta salire attraverso tre livelli della Logistica (Supervisore – Responsabile Magazzino – Direttore Logistica) per essere valutata da chi aveva concretamente il potere decisionale per attuarla.

Come è facile immaginare, in tutti questi passaggi avvengono delle “distorsioni” che rendono l’idea iniziale inefficace ed inefficiente: maggiore è il numero di livelli tra cui transitare, maggiore è la deformazione che subisce quanto proposto – e maggiore è il tempo necessario per implementarlo. Come diceva un mio vecchio capo, “…quando l’informazione sale, essa è ostacolata dalla necessità di approfondimenti ed analisi supplementari. Quando scende, è rallentata dalla necessità di scrivere procedure.”

Nel nostro specifico caso, la proposta del volenteroso magazziniere coinvolgeva anche un’altra Funzione, gli Acquisti. Quando è necessario che due funzioni si parlino, si deve necessariamente salire fino al vertice, affinché i rispettivi Direttori si confrontino. Per fortuna c’è la macchinetta del caffè, dove durante le pause i vari livelli delle varie Funzioni possono comunicare liberamente – ma rigorosamente a titolo informale. E’ in questo luogo neutrale (non a caso) presente in ogni azienda che si comunica concretamente, cioè si divulgano le informazioni, si risolvono problemi e conflitti – insomma, ci si relaziona senza restrizioni. Quanto deciso al caffè viene poi formalizzato, da chi di dovere, in qualche sala riunioni.

Perché la Comunicazione (con la ‘C’ maiuscola) è così importante ?

Perché va a braccetto con la Collaborazione, e purtroppo di collaborazione non ce n’è mai abbastanza (al contrario della “politica”, sempre in esubero, sempre dannosa).

Una definizione di collaborazione mi piace molto più delle altre: secondo Barbara Gray (“filosofa” americana dell’Organizzazione), si tratta di “quel processo attraverso il quale persone che vedono differenti aspetti di un problema possono esplorare costruttivamente le loro differenze e cercare una soluzione che vada oltre la propria visione limitata di ciò che è possibile.”.

La morale quale potrebbe allora essere ? Che ostacolare la Comunicazione significa boicottare la Collaborazione – un sistema sicuro per duplicare il lavoro svolto da altri.

Andy Cavallini (andy.cavallini@tin.it)

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