Come cambierà il Conto Economico degli editori di quotidiani con l’arrivo dell’iPad ?

Facciamo i conti in tasca agli editori dell’attuale stampa quotidiana tradizionale, con un occhio alla futura stampa digitale.

Oggi essere editori di giornali significa sostenere costi per:

• creare contenuti (lo stipendio dei giornalisti)

• riprodurre contenuti (acquistare e stampare la carta)

• distribuire contenuti (consegnare i giornali)

Ci sono inoltre altre due categorie di costi significativi:

• il marketing (promuovere la testata)

• l’amministrazione (in pratica gestire tutto l’ambaradan)

Secondo gli esperti (mi ispiro a “Vogel H., Entertainment Industry Economics, settima edizione, pag. 343”, anche se non riguarda nello specifico solo la realtà italiana), su ogni euro di ricavo, l’editore impiega:

• 14 centesimi per creare i contenuti

• 38 centesimi per acquistare e stampare la carta

• 14 centesimi per pagare la distribuzione

• 12 centesimi per sostenere il marketing

• 9 centesimi per permettere all’amministrazione di funzionare

Ciò che rimane – pari a circa 13 centesimi – costituisce l’agognato margine (volutamente, per semplificare, non siamo entrati nel merito di ammortamenti e tasse/imposte).

Se avessimo un quotidiano esclusivamente digitale (magari distribuito con grande efficacia ed efficienza su iPad), potremmo fare a meno di sostenere i costi relativi all’acquisto ed alla stampa della carta, nonché della distribuzione, ad oggi corrispondenti al 42% del ricavo (…parliamo di una cifra più di tre volte superiore al margine !).

Rimane un fondato dubbio: un quotidiano esclusivamente digitale avrebbe quantitativamente gli stessi ricavi di un “anacronistico” quotidiano cartaceo ?

Probabilmente no: anche la struttura dei ricavi infatti cambierebbe.

Risulta quindi utile capire qual è oggi l’origine dei ricavi; essi sono fondamentalmente di tre tipi:

• la vendita in edicola, pari circa al 17% dei ricavi

• gli abbonamenti, che hanno un peso più o meno pari al 3%

• la pubblicità, che contribuisce per il residuo 80%

E’ opportuno quindi fare qualche riflessione sulla “qualità” e sul relativo mix di queste tipologie – in altri termini, è necessario riequilibrare le due modalità fondamentali per generare ricavi: vendere contenuti all’audience e vendere l’audience alla pubblicità.

Ma questo, se vi potrà interessare (fatemelo sapere !), sarà oggetto di un prossimo Post…

Andy Cavallini (andy.cavallini@tin.it)

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