L’Uomo, il suo Modo-di-lavorare ed i suoi Strumenti…

Dopo 10 anni* di impegnativo lavoro nel mondo dell’ICT, sto maturando un’idea “copernicamente” rivoluzionaria: invertire l’ordine di priorità attribuito ai tre pilastri sui quali si basa qualsiasi evoluzione in una moderna organizzazione (…parliamo tipicamente delle Aziende, ma perché limitarsi ?).

[*: in realtà ci ho messo parecchio meno, ma solo ora ho un blog dove fare “outing”]

Oggi si parte (erroneamente, a mio modesto avviso) con lo STRUMENTO (primo pilastro, cioè il software, l’hardware, ecc.), poi si affronta il PROCESSO (secondo pilastro, cioè il mestiere, il “come si fanno le cose”) ed in fondo, se c’è tempo e voglia, si ragiona sull’ORGANIZZAZIONE (terzo pilastro, cioè gli Uomini e le loro competenze-ruoli-responsabilità, i meccanismi di interazione e di comunicazione, la motivazione, la formazione**, ecc.).

 [**: perché il manuale di una nuova applicazione software viene – tutte le volte – fatto fare nei ritagli di tempo all’ultimo stagista arrivato ?]

Lo dico con orgoglio ed umiltà: i progetti che ho seguito e che hanno dato maggiore soddisfazione sono quelli in cui al primo posto è stato posto l’UOMO, al secondo il suo MODO-DI-LAVORARE e solo al terzo l’evoluzione dei suoi STRUMENTI.

Cosa ne pensate ?
Andy Cavallini (andy.cavallini@tin.it)

3 risposte a “L’Uomo, il suo Modo-di-lavorare ed i suoi Strumenti…

  1. Gianni Giuliani

    Ciao Andy sono pienamente in accordo con le tue parole! Anche noi stiamo avvertendo fortemente il disagio dello spostamento dell’attenzione dal processo di cura del paziente verso una applicazione della tecnologia “senza confini”. Ben venga l’avvento della robotica in riabilitazione, ci mancherebbe, ma auguriamoci che questo non significhi un adattamento del paziente al progresso degli strumenti. In un processo di cura credo che debba essere prioritario il concetto di pianificazione della terapia sulle necessità del paziente e non l’inverso, concetto caro ai professionisti un pò retro… mi sa oramai.
    A presto Gianni

  2. E’ molto limitativo essere schiavi delle tecnologie: si rischia (…perdonami la “parabola”…), se si ha in mano solo un cacciavite, di andare a caccia esclusivamente di viti da avvitare.
    L’idea è che la tecnologia debba essere un po’ come un temperino svizzero, utile in qualsiasi circostanza.

    Bye,

    Andy Cavallini

  3. vero Andy, le persone al primo posto ….il mio best job è vedere gli allievi che crescono, un ultimo esempio, Nicolò Borghi , l’ho portato in Silicon Valley nel 2007, a settembre 07su mio stimolo ha realizzato il nostro social network, e tre mesi fa ha co fondato The HUB Milano…belle storie, io ne ho tante, essendo senior….ti ho trovato su Innovatori, dove mi ha invitato Massiomo Pettiti

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